Tarocco Nicolas Conver

Esplora la storia e l’essenza del Tarocco Nicolas Conver del 1760.
Un sentiero nella memoria arcana dei simboli
Nel cuore del XVIII secolo, a Marsiglia, un uomo lasciava una traccia incisa nel tempo: Nicolas Conver, Maestro Cartaro e testimone di un sapere antico, realizzava nel 1760 un mazzo di Tarocchi destinato a diventare leggenda.
La sua firma sul Due di Denari è più di una prova d’autore: è il sigillo vivente di una tradizione esoterica che scorre, come linfa invisibile, tra le linee del simbolo e i silenzi dell’Anima.
Il Tarocco di Conver non è solo un’opera tipografica: è una soglia.
Una soglia che apre a un linguaggio dimenticato, fatto di immagini archetipiche, proporzioni sacre, e misteri alchemici.
In quelle carte — semplici e severe, eppure cariche di potere — si cela l’eco di un sapere che precede il tempo.
Il Compendio di una Tradizione Perduta
Molti hanno creduto che il mazzo di Conver fosse il primo, l’originale. Ma la storia, come i Tarocchi, è fatta di strati.
La luce di Conver è riflessa da altre stelle più antiche:
- Pierre Madenié, da Digione (1709)
- François Chosson, anch’egli marsigliese (1736)
- Claude Burdel, da Friburgo (1745)
Tutti questi maestri, cartai e iniziati, hanno contribuito a tessere la grande trama simbolica che sfocia nel lavoro di Conver. Il suo mazzo è come un crocevia: non l’inizio, ma la sintesi.
Un punto di equilibrio tra l’essenza primitiva e la forma evoluta, dove il simbolo trova la sua armonia piena.
Stampato su legno di pero, inciso a mano, colorato con sei tinte tramite stencil, il mazzo originale visse per oltre un secolo, diffondendosi in tutta Europa.
Le sue linee nere — forti, scarne — sono come rune incise nella coscienza collettiva. In esse si riflette l’Archetipo: ciò che non ha inizio né fine, ma solo manifestazioni.

Il Tarocco Maestro e il Velo del Tempo
Col tempo, studiosi e cercatori si accorsero che il Conver non era l’Origine, ma un’emanazione di qualcosa di ancora più remoto e misterioso:
il cosiddetto Tarocco Maestro, mai davvero nominato, eppure presente come una matrice invisibile.
Un archetipo silenzioso, custodito nel cuore delle immagini, che avrebbe ispirato gran parte dei mazzi prodotti tra il 1710 e il 1760.
Non un mazzo reale, ma una forma interiore, forse spirituale, da cui tutti gli altri sarebbero discesi.
Con l’arrivo dell’epoca industriale, anche il Tarocco cambiò pelle: nel 1880 nacquero le prime versioni meccaniche, spogliate della vibrante imperfezione umana.
Eppure, come una brace sotto la cenere, lo spirito del Conver continuava a brillare.
Nel 1930, Paul Marteau, editore della casa Grimaud, realizzò il celebre Ancien Tarot de Marseille, basandosi sul mazzo di Nicolas Conver.
Per molti, quello fu il primo incontro con gli Arcani: la porta d’accesso a un giardino interiore fatto di immagini, intuizioni e rivelazioni.
La Discendenza Invisibile
Come in ogni autentico cammino spirituale, l’inizio non è mai il vero principio.
Così, chi iniziò col Marteau si mise presto a ritroso, risalendo la corrente verso Conver, poi Madenié, Dodal, Noblet, Viéville…
Un viaggio che non è solo storico, ma iniziatico. Un ritorno alla Fonte.
Il Conver 1760 nelle Edizioni Moderne
Una reliquia sbiadita o un frammento sacro?
Le Edizioni Héron hanno proposto una riproduzione dichiarata conforme del mazzo del 1760, conservato alla Bibliothèque Nationale de France.
Ma, come spesso accade con i simulacri, la forma non contiene tutta l’anima.
Sebbene le immagini siano fedeli, appaiono spente, come sigilli consunti dal tempo.
I volti, ritoccati con un rosa moderno, sembrano voler addolcire il messaggio arcano, quasi temendo lo sguardo profano. Le proporzioni sono mutate, la carta è sottile…
Eppure, qualcosa resiste: un’eco, una memoria, un brivido.
Il mazzo Héron è come un manoscritto dimenticato: difficile da decifrare, ma prezioso per chi sa ascoltare.

Un Invito al Viaggio
Ogni Tarocco è un compagno, non uno strumento.
Il Conver 1760, con la sua forza silenziosa e la sua austerità luminosa, non è solo un mazzo da collezionare: è una guida nel labirinto, uno specchio dell’Io Profondo, una chiave simbolica per accedere alla propria interiorità.
Chi sceglie di lavorare con questo mazzo, sceglie di camminare sulle orme invisibili dei Maestri, non per imitazione, ma per risveglio.
I Approfondimento simbolico e alchemico
0. Il Matto (Le Mat): La Libertà dell’Anima
Simbologia:
- Il bastone: nella simbologia alchemica, il bastone rappresenta il principio di volontà ed energia. È il supporto per il viandante, ma anche lo strumento con cui il Matto può creare la sua realtà.
- Il cane: nell’alchimia, il cane simboleggia la fedeltà interiore e l’istinto che guida l’anima, ma anche la parte animale dell’essere umano. Nel contesto del Matto, il cane invita ad ascoltare la propria voce interiore, ma può anche rappresentare la follia.
- La bisaccia: simbolo di autonomia e essenzialità, il Matto porta con sé solo ciò che gli è necessario. La bisaccia simboleggia il rifiuto delle cose materiali e l’abbandono alla libertà interiore.
- Lo sguardo verso l’alto: questo gesto implica una connessione con il divino, un richiamo alla ricerca spirituale che trascende le convenzioni sociali.
Interpretazione alchemica:
Il Matto è visto come il “Mercurio Filosofale” nell’alchimia, simbolo di trasformazione e della capacità di adattamento. La figura errante dell’alchimista che ha raggiunto il Magisterium (ovvero la maestria nell’arte della trasformazione).

I. Il Bagatto: Il Potere Creativo
Simbologia:
- Gli strumenti sul tavolo: i quattro strumenti sono simboli dei quattro elementi (terra, aria, fuoco, acqua) e del loro dominio. Il Bagatto, che li usa con abilità, è il padrone degli elementi e rappresenta la volontà creativa.
- Il cappello: il cappello a forma di lemniscata (∞), simbolo dell’infinito, rappresenta la capacità di manifestare la volontà creativa che non ha limiti.
Interpretazione alchemica:
Il Bagatto è simbolo della prima materia, che nel processo alchemico è il punto di partenza per la trasformazione spirituale e materiale. È l’Opus alchemico, il lavoro che inizia con il Lapis Philosophorum, la pietra filosofale.
II. La Papessa: La Conoscenza Occulta
Simbologia:
- Il libro e le chiavi: il libro simboleggia la sapienza esoterica nascosta, riservata a chi ha raggiunto un livello superiore di conoscenza, mentre le chiavi aprono le porte della comprensione spirituale.
- Il triregno: la triplice corona rappresenta la saggezza che trascende le tre dimensioni della realtà fisica e si connette alla divinità superiore. In alcune interpretazioni, è anche vista come la combinazione di intelligenza, volontà e amore.
Interpretazione alchemica:
La Papessa è una figura di “Saturnia”, in quanto Saturno rappresenta la sabbia che, sotto la pressione del tempo e dello spirito, trasforma il corpo in oro filosofico. La Papessa è la materia prima che deve essere trasformata.
III. L’Imperatrice: La Creazione Materna
Simbologia:
- Corona di dodici stelle: simbolo della saggezza universale e della divinità. Le stelle sono associate allo Zodiaco e alle leggi celesti.
- Scettro e scudo: lo scettro simboleggia il potere della volontà, mentre lo scudo rappresenta la protezione e la forza della materia.
- Il campo di grano: simbolo della fertilità e del principio di creazione materiale.
Interpretazione alchemica:
L’Imperatrice rappresenta la materia primordiale (la Materia Prima alchemica) e la sua capacità di germogliare e dar vita al mondo fisico. La sua presenza nel mazzo simboleggia l’energia femminile creativa che deve essere onorata come fonte di vita e di evoluzione.
IIII. L’Imperatore: L’Autorità e la Stabilità
Simbologia:
- Corona e scettro: l’Imperatore indossa la corona del potere universale e tiene lo scettro che simboleggia il suo dominio sul mondo materiale. La sua figura evoca l’immagine di un re che governa con forza e giustizia.
- Il trono e l’aquila: il trono rappresenta la stabilità e il potere, mentre l’aquila è simbolo di visioni elevate e della saggezza superiore.
Interpretazione alchemica:
L’Imperatore simboleggia il Principe Filosofale che ha il compito di ordinare e dominare le forze della materia. Il suo ruolo è quello di guidare il cammino verso la realizzazione spirituale attraverso il controllo della materia.

V. Il Papa: La Saggezza Spirituale
Simbologia:
- La triplice croce: il triplice crocifisso simboleggia la sacralità del corpo, dell’anima e dello spirito, indicando l’integrazione dei tre aspetti dell’essere.
- Le due figure inginocchiate: queste rappresentano l’invocazione del divino e il riconoscimento della verità spirituale attraverso l’umiltà e la fede.
Interpretazione alchemica:
Il Papa è il rappresentante della legge divina e del cammino spirituale. È il maestro alchemico che guida l’iniziato attraverso le prime fasi del processo di purificazione, insegnandogli a seguire la legge spirituale e a ottenere l’illuminazione.
VI. Gli Amanti (L’Amore): La Scelta e l’Equilibrio
Simbologia:
- Le due figure: simboleggiano le due polarità che esistono nell’universo, l’Anima e l’Animus, il maschile e il femminile. La figura di Cupido, tra i due, rappresenta il principio di amore e unione.
- La mela: rappresenta la conoscenza proibita (ricordando il mito di Adamo ed Eva), simbolo della scelta consapevole tra la via della virtù e quella della tentazione.
Interpretazione alchemica:
Gli Amanti sono un simbolo di libero arbitrio e delle scelte morali che l’alchimista deve affrontare nel cammino verso la realizzazione interiore. La loro unione rappresenta il matrimonio alchemico tra il principio maschile e femminile, essenziale per la creazione della Pietra Filosofale.
VII. Il Carro: La Vittoria Spirituale
Simbologia:
- I cavalli e la direzione opposta: i cavalli che vanno in direzione opposta simboleggiano le forze contrastanti che l’individuo deve essere in grado di governare per ottenere la vittoria. Questa lotta tra forze opposte è una rappresentazione del conflitto tra la volontà conscia e inconscia.
- Il carro: il carro, simbolo di movimento e dinamismo, è il contenitore che tiene insieme queste forze contrastanti. È il corpo fisico che deve dirigere le emozioni e i pensieri per arrivare a completare la propria missione.
Interpretazione alchemica:
Il Carro è l’Adeptus, l’alchimista che ha raggiunto una certa maestria. Il movimento del carro simboleggia l’Unione degli Opposti, uno dei principi centrali dell’alchimia, dove il fuoco e l’acqua (come forze opposte) sono unificati.
VIII. La Giustizia: L’Equilibrio Universale
Simbologia:
- La bilancia: simbolo dell’equilibrio tra le forze universali e la giustizia karmica.
- La spada: rappresenta la verità che taglia attraverso l’illusione e l’inganno.
- Il trono: simbolo di stabilità, ma anche di potere legittimo, che deve essere usato con giustizia.
Interpretazione alchemica:
La Giustizia è un simbolo di equilibrio universale e di legge divina. Rappresenta il principio alchemico della correzione e purificazione, in cui il giusto processo di distillazione purifica l’anima, permettendo di raggiungere l’armonia con l’universo.
VIIII. L’Eremita: La Ricerca Interiore
Simbologia:
- La lanterna: simbolo della luce interiore e della conoscenza spirituale che illumina il cammino del viandante.
- Il bastone: simbolo del sostegno spirituale, ma anche dell’autorità che l’eremita esercita su sé stesso e sulle proprie emozioni.
Interpretazione alchemica:
L’Eremita rappresenta l’inquisitore solitario, colui che cerca la verità nel silenzio e nella solitudine, ed è un invito a dirigersi verso un percorso di purificazione interiore. In alchimia, è simbolo della fase di distillazione, dove l’iniziato si separa dal mondo esterno per entrare in contatto con la sua essenza più profonda.
X. La Ruota della Fortuna: Il Ciclo della Vita
Simbologia:
- La ruota: la ruota rappresenta i cicli della vita, la continua alternanza di alti e bassi, di successi e fallimenti. La ruota gira incessantemente, portando cambiamento e rinnovamento.
- Le figure sulla ruota: spesso rappresentano diversi archetipi o figure mitologiche, simbolo delle forze che influenzano il nostro destino.
Interpretazione alchemica:
La Ruota della Fortuna simboleggia il principio della mutabilità e il continuo cambiamento nel cammino dell’alchimista. Rappresenta la consapevolezza che la vita stessa è un processo ciclico di morte e rinascita, proprio come la trasformazione alchemica.
XI. La Forza: La Potenza Interiore
Simbologia:
- La donna e la bestia: la donna che doma la bestia simboleggia la forza interiore che controlla e dirige le pulsioni selvagge e irrazionali.
- Il leone: il leone rappresenta il coraggio, la forza bruta, ma anche la regalità e il dominio sulla materia e sul corpo.
Interpretazione alchemica:
La Forza è la rappresentazione della capacità di dominare le proprie passioni e il mondo esterno con pazienza e fermezza. In alchimia, simboleggia il processo di purificazione della materia attraverso la forza spirituale e la disciplina.
XII. L’Appeso: Il Sacrificio e la Visione
Simbologia:
- La posizione capovolta: l’Appeso è visto come colui che ha rinunciato all’ego e ai desideri terreni, ed è pronto a guardare il mondo da una prospettiva completamente diversa.
- Il cerchio intorno alla testa: simbolo della saggezza illuminata che deriva dal sacrificio volontario e dal cambiamento interiore.
Interpretazione alchemica:
L’Appeso è il momento in cui l’alchimista accetta il sacrificio della propria individualità per il bene della trasformazione spirituale. È il momento di fermarsi, di osservare e di rinunciare per poter rinascere in una forma nuova.
XIII. La Morte: Il Nuovo Inizio
Simbologia:
- La figura della morte: la Morte simboleggia la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Non è solo distruzione, ma una necessità per il rinnovamento e la crescita.
- La falce: la falce simboleggia il taglio netto che separa ciò che è obsoleto dal nuovo, il distacco da ciò che non serve più.
Interpretazione alchemica:
La Morte è il processo di distruzione e rigenerazione che accompagna ogni trasformazione alchemica. È la fase di purificazione finale, dove l’alchimista deve essere disposto a “morire” simbolicamente per rinascere come una nuova forma di vita spirituale.
XIIII. La Temperanza: L’Armonia e l’Equilibrio
Simbologia:
- I due vasi: simboleggiano l’arte dell’unificazione degli opposti, il bilanciamento di forze contrastanti che, una volta mescolate, portano alla creazione di un nuovo equilibrio.
- L’arcangelo: rappresenta la guida spirituale che aiuta a navigare attraverso il processo di equilibrio.
Interpretazione alchemica:
La Temperanza è il processo alchemico di distillazione e combinazione delle forze opposte. È la ricerca dell’armonia tra il corpo e lo spirito, la fusione degli elementi per raggiungere la perfezione interiore.
XV. Il Diavolo: La Tentazione e l’Illusione
Simbologia:
- Il diavolo e le catene: le catene simboleggiano la prigionia della mente e del corpo, legata dalle illusioni e dai desideri materiali.
- Le figure incatenate: simboleggiano gli individui che sono schiavi delle proprie passioni, senza la consapevolezza della loro libertà.
Interpretazione alchemica:
Il Diavolo è la rappresentazione delle forze che intrappolano l’anima nell’illusione e nel desiderio. È una fase del cammino in cui l’alchimista deve confrontarsi con i suoi vizi e il materialismo, per superare questi ostacoli e progredire nel processo di trasmutazione spirituale.
XVI. La Torre: Il Colpo di Scena
Simbologia:
- La torre che crolla: la torre simboleggia la struttura e l’ordine, ma quando crolla, rappresenta la distruzione di vecchie certezze e l’arrivo di una nuova consapevolezza.
- Le fiamme e il fulmine: il fulmine simboleggia l’illuminazione improvvisa, la verità che squarcia le illusioni, mentre le fiamme distruggono ciò che è stato costruito sopra basi fragili.
Interpretazione alchemica:
La Torre rappresenta il momento di distruzione delle vecchie strutture mentali. È il crollo dell’ego e delle illusioni materiali che impediscono l’evoluzione spirituale. La distruzione è necessaria per dare spazio alla costruzione di qualcosa di più solido e autentico.
XVII. La Stella: La Speranza e la Guarigione
Simbologia:
- La stella e l’acqua: la stella simboleggia la luce della speranza che illumina la via, mentre l’acqua rappresenta la purificazione e la guarigione dell’anima.
- Le sette stelle: esse rappresentano i sette pianeti e le forze cosmiche che governano l’ordine universale.
Interpretazione alchemica:
La Stella è la luce guida che indica la via della guarigione e della purificazione. È la speranza e la chiarezza che seguono il caos, una promessa di rinnovamento spirituale dopo il tormento.
XVIII. La Luna: L’Illusione e l’Inconscio
Simbologia:
- Il cane e il lupo: simboleggiano gli istinti selvaggi e la dualità tra razionalità e istinto primitivo.
- Il cammino verso il faro: il cammino tortuoso rappresenta il viaggio attraverso l’inconscio e le illusioni che devono essere affrontate per giungere alla verità.
Interpretazione alchemica:
La Luna simboleggia il mistero dell’inconscio e la necessità di superare l’illusione per raggiungere la verità profonda. È il processo di purificazione della mente attraverso l’introspezione, affrontando e dissolvendo le ombre interiori.
XVIIII. Il Sole: La Luce della Verità
Simbologia:
- Il sole e le due figure: il Sole rappresenta la luce della verità che illumina e rivela, mentre le due figure simboleggiano l’innocenza e la chiarezza spirituale.
- Il bambino: il bambino è il simbolo di un nuovo inizio, l’autenticità e la purezza dell’anima.
Interpretazione alchemica:
Il Sole è la luce divina che illumina l’anima, rivelando la verità universale. In alchimia, simboleggia l’illuminazione e la realizzazione della pietra filosofale, il raggiungimento dell’oro spirituale attraverso il processo di purificazione.
XX. Il Giudizio: La Resurrezione e la Nuova Vita
Simbologia:
- Le trombe e gli angeli: simboleggiano la chiamata alla resurrezione, il risveglio spirituale che porta a una nuova comprensione e consapevolezza.
- Le figure che risorgono: rappresentano l’evoluzione dell’anima e il ritorno alla vita dopo il processo di purificazione.
Interpretazione alchemica:
Il Giudizio rappresenta il culmine del processo alchemico: la rinascita. È il momento della purificazione finale e dell’illuminazione, dove l’anima raggiunge l’unione con il divino, come risultato di un lungo e profondo lavoro interiore.
XXI. Il Mondo: L’Unità e la Completezza
Simbologia:
- La danza e il cerchio: il cerchio simboleggia l’unità e l’integrazione delle forze opposte. La danza è l’espressione dell’armonia cosmica.
- Le quattro figure: sono i simboli dei quattro elementi che, uniti, creano il tutto.
Interpretazione alchemica:
Il Mondo è il raggiungimento dell’illuminazione finale e dell’unione con l’universo. È la perfezione alchemica, dove tutte le forze materiali e spirituali sono armonizzate. È il compimento del ciclo, il ritorno alla sorgente originaria e il raggiungimento della completezza.

Aspetti numerologici
Nel mazzo dei Tarocchi di Marsiglia, ogni Arcano ha una connessione numerologica fondamentale che si lega al suo significato esoterico. Ecco alcuni esempi:
- Il Matto (0): Il numero zero è il punto di partenza, il potenziale puro, l’infinito, la possibilità di ogni cosa che ancora non è manifestata. Il Matto rappresenta l’energia primordiale dell’universo.
- Il Carro (VII): Il sette è il numero della perfezione spirituale e della conoscenza mistica. Rappresenta il raggiungimento del controllo sopra le forze contrastanti. È il numero che simboleggia l’equilibrio dinamico.
- La Morte (XIII): Il numero tredici è un numero alchemico e simbolizza trasformazione e rinascita. È il ciclo di morte e rigenerazione. In alcune tradizioni, il tredici è visto come il numero del cosmo ciclico.
- Il Sole (XVIIII): Il diciannove rappresenta il compimento dell’opera alchemica, la realizzazione del lavoro interiore che porta alla perfezione spirituale.
Conclusioni
Ora abbiamo coperto tutti gli Arcani Maggiori nel mazzo di Marsiglia di Conver. Ogni carta, oltre a rappresentare aspetti spirituali, psicologici e materiali della nostra esistenza, è anche un potente strumento alchemico che simboleggia fasi di trasformazione e evoluzione.
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